Creo per superare il profondo distacco e la mancanza di dialogo che affliggono la società contemporanea,
trasformando l'isolamento e le lotte interiori in un canale diretto di condivisione e coesione emotiva. La mia
identità artistica si traduce in sculture stratificate e ossidate, una costante cromatica e materica che evoca
reperti consumati dal tempo, proprio come le emozioni trattenute che logorano l'anima dall'interno.
Creo con l'esigenza viscerale di dare sfogo perpetuo a sentimenti repressi che la cultura odierna considera
spesso tabù. Rappresento la tensione drammatica e l'equilibrio precario dell'esistenza, fissando l'attimo
prima o subito dopo un evento segnante. Questa ricerca costante del tangibile permette al mio vissuto
personale di specchiarsi in quello di chi osserva le mie opere.
Rendo visibile l'impalpabile attraverso una precisa sinergia tecnica: sviluppo il concetto tridimensionale
con tecnologie digitali, stampo la struttura di supporto, la ricopro interamente di Jesmonite e applico
manualmente patine acriliche dai toni variabili, sempre segnate dall'ossidazione. Le mie figure umane
mostrano forme erose, vissute e imperfette, capaci di dare corpo ai traumi, ai vincoli del passato e agli slanci
di liberazione interiore. Attraverso questo processo, trasformo stati d'animo impalpabili in sculture
materiche, durature e universali, stabili custodi della nostra memoria collettiva.






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